sabato 21 gennaio 2006

Le parole.

Siamo bravi noi con le parole ! Oh sì, le usiamo come facevano i Moschettieri con la spada, come i musicisti sanno fare coi loro strumenti, come i fiori coi loro profumi e colori.

Ma le parole, a volte, si vendicano. O meglio, si ribellano. Così noi crediamo di dire qualcosa che arrivi così come l'abbiamo pensata, immaginata, concepita, e invece ... chi legge trova altri concetti, emozioni, mondi immaginari. E così la presunzione di riuscire a comunicare, o la semplice distrazione trasformano le nostre parole in coltelli affilati, che feriscono, tagliano, a volte separano. Scorre sangue, misto a dolore, e corriamo a cercare di chiudere quelle ferite, a ricucire qualcosa che ci sta sfuggendo di mano.

Ma poi, passato lo spavento, torniamo a giocare col fuoco, con queste pericolose armi da fuoco chiamate parole: è un male incurabile, che nei casi migliori produce piccoli o grandi gioielli da tenere stretti al cuore.

1 commento:

dipcadeave ha detto...

Se mi permetti una trasposizione: passato lo spavento di "ieri", oggi torno a giocare con il fuoco....

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