giovedì 26 aprile 2007

Ladra di rose

Scendevi
con passo di danza
sfiorando tappeti di viole
di te silenziosa cantando.

Né piedi, né mani,
né occhi, né bocca
porgevi alla vita,
sognando.

Per aspri dirupi,
per terre e per valli
scendevi ad altri orizzonti.

Cambiando restavi
e restando di te maturavi
dolcezza di frutti dorati.


Soltanto la sera
tornava a trovarti
a sorprenderti
ladra di rose.

2 commenti:

Polikwaptiwa ha detto...

olé

dipcadeave ha detto...

attenta alle spine!

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