mercoledì 20 giugno 2007

Vita

Era rimasto in silenzio ad aspettare. Non c'era altro forse da sognare, alla sua età, al punto in cui era arrivato. Tutto sembrava già accaduto, e invece non era affatto vero.

Ogni giorno porta con sé parole nuove, occhi mai visti, sensazioni sconosciute.

Il tempo dilatato come pupille d'un paziente dopo la visita dall'oculista, da scrutrarne il fondo.

Brillano luci, tutto si confonde e si rimescola di nuovo, come il sangue. Spazio alla vita nuova, vita che definire sembra impossibile.

Un gioco ai dadi, una partita di scacchi. O una mano di bridge.

1 commento:

triniti ha detto...

ciao..ti ricordi me? come và

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