giovedì 13 dicembre 2007

Cassonetto

Oggi ho parcheggiato là, vicino al cassonetto ...Già, ma a chi pensi che possa interessare: sono cose tue. Come lasciare, ricominciare. Come svegliarsi ogni mattina col senso dell'angoscia per questa vita che non hai scelto, e che tutto sommato porti avanti con quel sentimento: l'Onestà, che ai tempi di tua nonna Olga, forse aveva un senso.

E se la vita poi sapesse davvero che cos'è la vita, forse potrebbe aprirci gli occhi sul significato dell'amore, sul senso di queste aurore, tramonti, cinguettar d'uccelli a primavera, rugiade, foglie prima verdi e rigogliose e dopo gialle, stropicciate, utili in fondo a ritornare terra...

Ritornerai stasera, stanco, vicino al cassonetto. Infilerai la chiave e in mezzo al buio ne farai ritorno. Da dove a dove. Non importa.

Abiterai te stesso, e un'altra notte d'incubi e di sangue a gocce sul cuscino laverà l'alba. Ancora.

1 commento:

Polikwaptiwa ha detto...

forse è il dolore che ci fa percepire la vita

ma davvero non ce lo spiega perché

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