giovedì 3 marzo 2011

Mario è caduto

La Silvia aveva appena cominciato a scrivere le mie ricette. Non capisco perché all'incirca ogni mese devo tornare dal dottore per farmi "segnare" sempre le stesse quattro medicine: sono malato cronico, ho l'esenzione e una diagnosi praticamente permanente da oltre cinque anni. In realtà, il dottore manco mi vede: se la sbriga la segretaria, la Silvia: cerca, scrive, stampa, poi va dal dottore e torna con le ricette firmate. Stamattina, all'improvviso SDRENG! Un rumore di qualcosa che cadeva, di là, nel corridoio. È stato un attimo. Siamo corsi a vedere, io e la Silvia. C'era un uomo per terra, semidisteso fra due sedie. Le due stampelle erano lì vicino. Abbiamo chiesto se stava male. Mario ha maledetto la sua sclerosi. L'abbiamo tirato su e messo a sedere su una delle sedie. Mentre la Silvia andava a cercare qualcuno, Mario mi raccontava a mezze frasi della sua malattia, che gli bloccava una gamba, ogni tanto.


Dopo pochi minuti, insieme con la Silvia arrivò un uomo del 118, con una sedia a rotelle. Lo sistemammo lì sopra. Mario volle andare a casa con la sua macchina. Era parcheggiata lì fuori, disse. "Ma ce la fai a guidare?". "Sì sì, i piedi funzionano."


Lo vidi andare via guidando con sicurezza.


Mario vive da solo, nella stessa strada dove vivo io. Infatti l'ho rivisto, tornando. Era caduto di nuovo, scendendo dalla macchina. Con l'aiuto di un vicino, lo tirammo su. Lo vidi sparire nel portone di casa sua, portato a spalle da due vicini.


Mario è caduto. E resta solo.

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