mercoledì 25 gennaio 2006
Aritmetica d'Amore
moltiplica l'amore,
divide le paure
e sottrae forza
alla morte.
martedì 24 gennaio 2006
sabato 21 gennaio 2006
Le parole.
Siamo bravi noi con le parole ! Oh sì, le usiamo come facevano i Moschettieri con la spada, come i musicisti sanno fare coi loro strumenti, come i fiori coi loro profumi e colori.
Ma le parole, a volte, si vendicano. O meglio, si ribellano. Così noi crediamo di dire qualcosa che arrivi così come l'abbiamo pensata, immaginata, concepita, e invece ... chi legge trova altri concetti, emozioni, mondi immaginari. E così la presunzione di riuscire a comunicare, o la semplice distrazione trasformano le nostre parole in coltelli affilati, che feriscono, tagliano, a volte separano. Scorre sangue, misto a dolore, e corriamo a cercare di chiudere quelle ferite, a ricucire qualcosa che ci sta sfuggendo di mano.
Ma poi, passato lo spavento, torniamo a giocare col fuoco, con queste pericolose armi da fuoco chiamate parole: è un male incurabile, che nei casi migliori produce piccoli o grandi gioielli da tenere stretti al cuore.
giovedì 19 gennaio 2006
Regina
dedichi al mio cuore ?
Io ti vorrei sfiorare
e al dolce tocco
delle mie mani calde
raccontarti quanto e come
e chissà poi perché
del desiderio mio
leggero il canto vola.
Sensazione infinita di volerti accanto !
Con occhi stanchi guarderò i tuoi occhi:
chissà perché da quei reconditi anfratti
dell'Universo al nostro amore ostile,
al sentimento mio fosti nascosta
per sì lungo tempo ch'io non ti vidi,
la bocca tua già non sentii posarsi sulla mia.
Per cinquantuno lunghi anni e più
io ti cercai
e infine ti trovai
ed eri TU !
mercoledì 18 gennaio 2006
Attori dilettanti.
È stata l'ultima cosa bella che ho fatto insieme con D.
Ci eravamo iscritti insieme a quel Corso di Dizione e Recitazione tenuto da due personaggi della RAI di Torino: un doppiatore e un attore, fratello di una famosissima attrice di Teatro. Tre volte a settimana, compreso il sabato. Per circa sei mesi. Un bell'impegno, diventato strada facendo una passione. Attori dilettanti. Certo, qualcuno, specie fra i più giovani sperava di "sfondare" nel duro mondo dello spettacolo. Però la maggior parte erano lì per divertirsi. E infatti ci divertimmo parecchio, a scoprire le mille tecniche per portare la parola verso un pubblico che la maggior parte delle volte, dal palcoscenico, "senti" ma non vedi, percepisci ma non quantifichi esattamente.
Come ovvio risultato, verso la fine del Corso, tentammo di mettere in scena qualcosa, io e qualche altro scalmanato a cui era cresciuta la passione del Teatro. Avevamo un regista (quasi professionista), un costumista (dilettante), e perfino un teatro inagibile e fatiscente in cui provare. Scegliemmo il testo, dopo approfondita ma breve discussione. Niente di particolarmente difficile, ma neanche troppo semplice: "Finale di partita" di Samuel Beckett !
Io personalmente adoro il Teatro di Beckett, così modernamente intrecciato alle caratteristiche psicologiche dei suoi personaggi, e alle vicende del nostro tempo: una specie di Pirandello in chiave da fine-novecento.
Ricordo che personaggi in scena erano quattro: io facevo uno dei due "vecchi", alle spalle dei protagonisti: si vedono poco, ma hanno una parte centrale di dialogo-monologo che mi colpì. Soprattutto perché non sono mai stato bravo ad imparare le cose a memoria. La sfida era: imparare le bene battute, per poterle poi interpretare, farle vivere mettendoci dentro le mie emozioni, le vibrazioni del personaggio in cui mi stavo calando. All'unisono con gli altri attori e con la scena, scarna, che ci accoglieva.
Arrivammo alla prima prova generale, quella "in costume". Poi all'improvviso tutto si sfasciò perché ... il regista aveva litigato con l'attrice protagonista: lei "non gliela diede" e lui ci mollò in asso ! Quando si dice "professionisti" ...
Ma io e Alfreda (l'altra attrice non-protagonista) ci eravamo divertiti un sacco. Da rifare, prima o poi.
martedì 17 gennaio 2006
Raccoglierò poesie.
come fossero sassi o conchiglie.
Metterò le tue con le mie,
immateriali piccole figlie.
Le scalderò nelle mie mani,
le chiuderò in quel cassetto
che batte nel mio petto.
Saranno meglio di fotografie
a riflettermi emozioni
sentimenti grandi e buoni.
Raccoglierò poesie:
le tue, le mie ...