mercoledì 26 novembre 2008
Tradito dal sole a Novembre
Il sole era fuori ad attendermi
così mi affidai alla sua luce
segreto nei passi e lento pensiero.
Un volo di nuvole grigie
ritrasse ogni ombra da terra
lo schiaffo del il vento improvviso.
Rancore nei brividi lungo silenzi
la fuga dell'anima dentro rifugi
tradito dal sole a Novembre.
domenica 16 novembre 2008
sabato 15 novembre 2008
martedì 11 novembre 2008
Rette parallele
Solo l'infinito sa
del nostro incontro,
di quel nostro
sorriderci contro.
E l'infinito aspetta,
aspetterà all'infinito
che il parallelismo
della ragione ceda
alle ragioni dell'amore.
E quella foto che voleva
fermarci in un attimo
aspetterà un altro attimo,
un sospiro non espresso
come quel caffè bollente
come l'aria di terra e di mare
come lasciarsi andare.
Solo l'infinito sa
misurare le distanze
di quel nostro
calamitarci dentro.
del nostro incontro,
di quel nostro
sorriderci contro.
E l'infinito aspetta,
aspetterà all'infinito
che il parallelismo
della ragione ceda
alle ragioni dell'amore.
E quella foto che voleva
fermarci in un attimo
aspetterà un altro attimo,
un sospiro non espresso
come quel caffè bollente
come l'aria di terra e di mare
come lasciarsi andare.
Solo l'infinito sa
misurare le distanze
di quel nostro
calamitarci dentro.
domenica 9 novembre 2008
venerdì 7 novembre 2008
Scusami
Sono a casa dopo una delle mie solite giornate. Mi sento stanco, ma non fisicamente. Stanco di questo niente, di questa strada in salita che non porta da nessuna parte e non dà niente. Scusami. Forse eri a cena ...
Da qualche parte nel mondo, qualcuno mi scrive "ti amo", più volte al giorno. Scusami se non ti rispondo con le stesse esatte parole.
Niente dà niente, ma ognuno di noi dà a qualcuno. Scusami, spengo il bluetooth. Le microonde mi cuociono il cranio. Non che ci sia qualcosa rimasto, là dentro. L'eco di quello che c'era una volta.
Scusami. Continuo a ripeterlo, come se fosse un motivo, una scusa. Vorrei andare avanti, almeno di un passo. E invece passo giornate e giornate aspettando. Godot non arriva. Non so, non ricordo nemmeno che cosa voleva, che cosa volevo.
Scusami. Scrivo le solite cose, usando un linguaggio retrivo. Non sono "abbronzato", né giovane e bello, non sono un grande scrittore affermato. Non parlo come uno di quei poeti cosiddetti, che piacciono tanto agli addetti.
Sono molto testardo, lo sai, e scusami se a questo punto chiudo con una frase che adoro, a tutti e a nessuno diretta: "baciatemi il culo !".
Da qualche parte nel mondo, qualcuno mi scrive "ti amo", più volte al giorno. Scusami se non ti rispondo con le stesse esatte parole.
Niente dà niente, ma ognuno di noi dà a qualcuno. Scusami, spengo il bluetooth. Le microonde mi cuociono il cranio. Non che ci sia qualcosa rimasto, là dentro. L'eco di quello che c'era una volta.
Scusami. Continuo a ripeterlo, come se fosse un motivo, una scusa. Vorrei andare avanti, almeno di un passo. E invece passo giornate e giornate aspettando. Godot non arriva. Non so, non ricordo nemmeno che cosa voleva, che cosa volevo.
Scusami. Scrivo le solite cose, usando un linguaggio retrivo. Non sono "abbronzato", né giovane e bello, non sono un grande scrittore affermato. Non parlo come uno di quei poeti cosiddetti, che piacciono tanto agli addetti.
Sono molto testardo, lo sai, e scusami se a questo punto chiudo con una frase che adoro, a tutti e a nessuno diretta: "baciatemi il culo !".