domenica 17 febbraio 2013

Trivento d'Inverno

Il Trivento soffia da ogni lato
e mi confonde
in questo Inverno fine
che alla fine porge
di ogni sentimento il termine
e il confine.

Porgo le guance entrambe
a questi schiaffi
e non vacillo fuori
ma dentro interrogandomi
procedo
a passo lento.

sabato 10 novembre 2012

Folletto


Ho eletto un folletto
ai piedi del letto.
Ho detto: Folletto,
laggiù io ti metto.

Lo guardo e non smetto
di aver dirimpetto
quel buffo folletto
ai piedi del letto.

sabato 4 agosto 2012

attimo

Quell'attimo prima del bacio
quando gli occhi dischiudono agli occhi
il mondo interiore
e vorrei averti per sempre
a piccoli morsi.

sabato 28 luglio 2012

La lavanderia

Rita ha una lavanderia, uno di quei negozietti vecchi, piccoli, impregnati di odor di solventi, umidi del vapore del ferro da stiro. Ci si entra per il tempo strettamente necessario a consegnare una camicia, un cappotto, un paio di pantaloni a cui si tiene particolarmente, una coperta da "rinfrescare" prima di metterla via al cambio di stagione, oppure per ritirare la propria roba, lavata e stirata. Rita è sempre gentile, parla con le signore clienti, anche se con gli anni è diventata un po' sorda. O forse lo era anche da giovane, chissà. Rita non è nata qui, è venuta al tempo in cui i sogni sembrano realizzarsi, per amore di un "lui" che ora non c'è più. Rita non ha il registratore di cassa, fa gli scontrini sull'apposito blocchetto, scrivendoli a mano, con grafia un po' incerta. Forse non ci vede più tanto bene. Rita ha il caffè pagato, ogni giorno, al bar di fianco, da qualche misterioso benefattore. Quella è l'unica pausa che si concede, a metà mattinata, nella sua lunga giornata lavorativa. Caricare o scaricare le macchine lavatrici. Stirare. Appendere. Scontrini. Al tramonto, Rita chiude la bottega e ritorna a casa, da sola.

martedì 17 luglio 2012

Passaggi


Il tempo è cambiato.
Non c'è più alcuna rondine
che gridi il suo essere
nel cielo.

Non ci sono ritorni
né aspre stagioni,
ondeggiar di culle,
né maree profonde,
inaspettate visite.

E' rimasto il colore
che non resiste,
come di un frutto
sbriciolato
in mano.

lunedì 16 luglio 2012

Il vento

Dove comincia il vento? e dove va a finire? il vento è come l'infradito, che sta sempre dove non c'è il dito.

Quando lo sentiamo, esso è già cominciato altrove; possiamo seguirlo, ma non ne troveremo mai la fine; il vento è un arcobaleno d'aria, effimero e necessario, evanescente e potenzialmente mortale.

Il vento tira dove tira l'uomo.

lunedì 25 giugno 2012

Polvere

Come sono arrivato qui? no, dico, come sono arrivato fin qui? L'angoscia per la consapevolezza che ogni vita deve finire, quella me la porto ancora in spalla. Fare, disfare, amare, camminare. Kilometri di cuore, e di gambe. Le tue, le sue, quelle altre: e chi se le ricorda... ma sì, me le ricordo tutte, centimetro per centimetro, anche quelle che mi hanno detto "no".

Dall'inizio, fin qui. Non mi piace voltarmi indietro, più spesso è indietro che cerca di voltare me. Finora non c'è riuscito. Rimpianti? roba inutile. Mi trovo meglio con le foto digitali, che dopo un po' non sai più dove le avevi messe: si perdono, sono utili al perdono, all'oblio, al tempo che non è più tempo.

Sono stato buono, cattivo? che importa: a me non importa. Sono stato io. Ognuno alla fine risponde solo a sé stesso, o non risponde affatto. Stare bene o male è solo questione di un caffè, di un saluto alla stazione, di un soffio di vento nel vento.

E non c'è molecola d'aria o goccia di pioggia che sappia raccontarmi come sono arrivato fin qui. Polvere.