sabato 27 dicembre 2008

Conchiglie

Mi piace del corpo

toccare la pelle

seguirne le curve

o le rughe,

sentirne il calore

il freddo sotto le dita,

afferrare la carne,

segnare le ossa, le vene

che tengono insieme

l'oscura presenza di vita:

scoprire l'interno

restando qua fuori, vicino,

che siamo conchiglie

in balia delle onde

chiamate destino.

lunedì 22 dicembre 2008

M&m's

Mandorle e mandarini

restano nel naso a far da testimoni

di un tempo andato troppo in fretta,

del nulla stemperato

nel mar di nostalgia

che mai fu vera, che nel ricordo

aspetta a farsi bella

di specchi deformanti figlia

nell'anima strazianti.

Buco nero

Quei pensieri che passano in testa e sembrano lampi nel gran temporale della mente: basta lasciar correre un'ora senza fissarli e già sono persi nel nulla, per sempre.

domenica 14 dicembre 2008

Tu

Senza tempo

per vivere rinchiusa

fra mura assai domestiche

rincorri sogni

fantastiche chimere

e le copri di rabbia

nell'oggi che non si fa domani

e nei tuoi occhi abbassi

la guardia dell'essere

in attesa di tregua

o almeno

di uno sciopero

degli affanni.

Il Baco e la Donna Ragno

Anche le forme di vita inferiore provano sentimenti. Provano: non sempre ci riescono.



Il Baco.


Ma certo: si annuvola

e resto nel bozzolo

a farmi prigione di seta.



La Donna Ragno.


Mi tesso la tela

aspetto la mosca

che venga a nutrirmi.

lunedì 8 dicembre 2008

Avvelenata

Tanto nessuno mi legge lo stesso. Tanto, non avrò Editori e Gloria ad osannarmi, sopra un Palco. Dovessi salirci, sarebbe forse per essere ghigliottinato, come nei tempi in cui questo non avveniva nelle pagine di Cronaca dei Giornali, ma nella Pubblica Piazza.


Tanto non scriverò versi ad effetto, parole sgradevoli che lasciano ferite o fanno resuscitare Vecchi Fantasmi. Non ho bisogno di colpire, mi basto da me. Non mi serve un Pubblico che si senta inadeguato. Cerco chi possa condividere sentimenti e pensieri, sogni e speranze, ragionamenti e convinzioni politiche.


Tanto non sono un poeta, né piccolo, né sommo. Tantomeno postmoderno. Ogni Modernità ne seppellisce un'altra, ogni Avanguardia viene prima o poi sorpassata da una nuova Avanguardia, e marcisce.


Dico ciò che ho dentro, se mi va, quando mi va, e con le parole che preferisco. Lo stile è soltanto aria fritta.

venerdì 28 novembre 2008

Con gesti lenti e smisurato Amore

(a mia madre)




Sai, se allora avessi speso meno tempo

a correr dietro a quelle mie illusioni

lucide stelle che stracciavamo al cuore

della mia giovinezza e gl'ideali persi,

non avrei forse ora questo bieco senso

del tempo ch'è sfuggito chissà dove

lasciando dietro sé pallide tracce

come d'inverno si ricorda il sole.


Sai, se fossi stato un po' tradizionale

un po' represso come mi volevi

non avrei forse perduto tanti treni

chiamati desideri di pensieri

e di felicità rimpianti

non realizzate, forse o forse mai:

le stupide carezze più non date o avute

lo sguardo dolce tuo, quel tuo sorriso

che mi indicò del sogno la potenza

per volare più alto d'ogni mia miseria.


Sai che ti ho amato un po', mentre t'odiavo

come ogni figlio ama e odia e ama

chi ritiene colpevole di questa cosa grande

d'essere al mondo e non sapere come

d'essere vivo e non saper perché,

privo di quel libretto d'istruzioni

che la mente non legge ma vorrebbe assai

dipanando i suoi dubbi e tutti i suoi misteri

da un giorno all'altro e infine poi non più.


Sai che di uguale colpa son colpevole

per aver messo al mondo quelle nuove vite

che ora mi guardano cercando in me salvezza

o almeno un senso di quel loro andare,

stare, sentir, parlare, arrabbiarsi, amare

che li fa parte del mondo e mondo a parte

ognuno col suo viaggio e il suo fardello,

unico e solo però compagno al suo fratello.


Che cosa vorrei dirti ora non so,

di cosa mai potremmo noi parlare

se fossi qui col peso dei tuoi anni

a ricordarmi che prima di me

passasti tu nel tempo degli affanni,

della salute incerta, dei dolori

che ti fecero consumar la vita e gli anni

e partire per dove non si danno

i problemi dei vivi e il nostro mondo.


Ti ricordo così, dentro il mio cuore

negli anni belli che furono

e pur nei tempi tristi,

nelle avventure infinite,

nelle tue paure per me

che fui parte di te così diverso

con gesti lenti e smisurato Amore.