domenica 11 marzo 2012

il muggito del muggine

il muggito del muggine
sconfigge l'argine
e giunge al termine
dove
la testa della testuggine
s'attarda attenta
con tasto attonito
quando
la ruga della ruggine
arriccia giuggiole
e aggiunge gemiti

giovedì 8 marzo 2012

Nespole e Nescafè

Nespole e Nescafè.
Un vago sapore di te,
dolce e piccante
vento d'istante
senza meta somigliante.

Luna piena d'argento
agrumi a grumi
illetterariamente sospesi
all'albero degli illesi.

Notorio chi già pone
bandiera del Giappone
à la Mary sul giaccone.

Interessantemente
a poco a poco
cessa di stupirmi
la Roma del caffè:
nespole e poco più.
Non c'è.

domenica 4 marzo 2012

Ogni giorno è domenica

Consumo i marciapiedi e rubo il sole
fra un ramo e l'altro degli alberi.

mercoledì 22 febbraio 2012

Acqua

Sembra incredibile
quant'acqua è già passata sopra i ponti, neve.
E quanta ancora ne dovrà passare
di pioggia fredda e ghiaccio
prima che torni qui a scaldarci
un'altra Primavera.

martedì 31 gennaio 2012

Il Gallo

Il Gallo è prigioniero, ma il suo Canto è libero.
Così il Poeta con la sua Poesia.
Sapessi quanto è doloroso
distillar la gioia
che altri, forse
distrattamente un giorno
leggeranno.

venerdì 6 gennaio 2012

Annunciazione

Per l'Epifania quest'anno niente post, però vi invito a rileggere questo, che scrissi per l'Epifania del 2009.

venerdì 16 dicembre 2011

sala d'attesa

Non sono certo belle sensazioni quelle che si provano nella sala d'attesa di un ambulatorio medico. Ansia, noia per il tempo che si perde, incertezza su quello che ci verrà detto e su quello che dovremo fare, dopo. E più si prolunga l'attesa e più monta il disagio, il malessere, quel senso di "non ancora", "non si sa" che prende alla gola e stringe, soffoca. Ogni minuto che passa è una pietra al collo. Quando finalmente arriva il nostro turno, quasi non ci sembra vero, ci gira la testa e non siamo quasi più in grado di comprendere quello che ci viene detto, che pure è importante per il nostro futuro. Si esce dall'ambulatorio più che frastornati, scossi, svuotati, con quel foglietto in mano su cui c'è scritto il verdetto, a volte la condanna, quasi sempre una pena.