sabato 18 febbraio 2006

Pene di Penelope

Aspettando il ritorno del suo Ulisse

tesse la tela e soffre grandi pene,

ché ai Proci tante volte già lo disse

di raffreddare il sangue nelle vene.


Passano i giorni e Ulisse non si vede

ma lei dell'aspettarlo non si stanca:

sperando riabbracciarlo in quella sede,

non vuole sventolar bandiera bianca.


Ed ecco un dì l'intuito del suo cane

ritrova traccia dell'amato bene:

fuggono i Proci nelle loro tane


e la stanca Penelope ora tiene

stretta sul cuore quel suo amato Ulisse:

galeotto il sonetto e chi lo scrisse.

3 commenti:

dipcadeave ha detto...

... il saper aspettare è una grande virtù.. Mi fermo a questa prima affermazione....

utente anonimo ha detto...

...mai sentita più Penelope di adesso, la cosa bella è il mondo continua a vedermi come Circe...casi della vita...

utente anonimo ha detto...

Ehm, sono Marileda, con qualche problema nel Log...ma qui sotto è la nostra DIP????:-S

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