venerdì 21 aprile 2017

Silenzi

Restare incatenati
agli altrui silenzi
a volte accade.
E sembra amore,
e invece è solo un po'
di tempo che va via
e non torna.

sabato 15 aprile 2017

Elegia americana nord-coreana

Avranno o non avranno tombe,
forse fosse comuni,
le ossa delle vittime
di questa Nucleare Guerra
che nasce nel cuor dell'Uomo,
quello Cattivo: e n'è più d'uno.

A nulla servirà la voce
del Poeta, a prender le distanze
quando tutto sarà niente,
e il niente unica realtà.

Non cenere sei, né cenere
diverrai, ma polvere radioattiva.
E dal mare la riva,
ombra di morte,
ritornerà nel mare più profondo,
inutile generatore di miracoli,
storia, civiltà e vita.

sabato 17 dicembre 2016

L'ispirazione

L'ispirazione: il grande mistero.
Oggi vorrei parlare dell'ispirazione, questa preziosa sfuggevole creatura cara a tutti gli artisti e anche a chi scrive.
La si cerca spesso, ma arriva solo quando vuole. È una essenza libera, che non si lascia mai comandare. Impossibile non amarla, una volta che si è fatta la sua conoscenza. Quando va via, lascia sempre quel desiderio di "ancora", quando arriva prende possesso di tutto il nostro essere.
Per chi scrive, l'ispirazione è l'atto stesso di scrivere. Chi mai prenderebbe la penna o la tastiera in mano se non fosse spinto da un irrefrenabile impulso a mettere "nero su bianco" una marea di parole, frutto del proprio pensiero, delle proprie emozioni, a volte dei ricordi, spesso figlie della fantasia.
Non credo sia possibile determinare "a freddo" l'oggetto dell'ispirazione. Certo, alcuni scrittori prediligono parlare di certi argomenti, descrivono certi ambienti piuttosto che altri, raccontano un certo tipo di storie, sempre con un certo "stile" riconoscibile. Ne sanno qualcosa i critici letterari, abituati ad analizzare le forme espressive dei diversi autori.
Ma questa è solo la superficie, la forma, appunto. L'ispirazione va più a fondo, l'ispirazione è invasiva (mai invadente), l'ispirazione pretende e non ammette repliche.
Per chi, come me, scrive usando molto la fantasia, l'ispirazione è essenziale per produrre qualcosa di leggibile. Ogni scrittore ambisce di diventare universale, di avere un pubblico quanto mai allargato. Ma ciò non è possibile, se non a costo di scrivere cose banali. Ogni scrittore deve quindi adattarsi ad essere incompreso da molti: ci sono scrittori che addirittura sono stati compresi ed amati molto tempo dopo aver creato le loro opere. Semplicemente, il loro tempo, la loro ispirazione li aveva spinti molto avanti rispetto ai loro contemporanei.
L'aspetto più difficile relativamente all'ispirazione è non farsela sfuggire. Per questo gli scrittori usano spesso alcuni stratagemmi, come appuntare le idee appena si manifestano, evitare le distrazioni e associare l'ispirazione a qualcosa o qualcuno che appartiene al loro mondo concreto. Ma a volte tutto ciò non è sufficiente, e allora non resta che aspettare che l'ispirazione torni a rapire il cuore dello scrittore con la sua imprevedibile grazia.

Quando si scrive

Quando si scrive.
Non lo so, in generale: non voglio tracciare una teoria e nemmeno un'ipotesi sui processi mentali e materiali che determinano la "voglia di scrivere".
Mi limiterò a dire che cosa accade nel mio caso, e secondo le mie percezioni soggettive.
Credo che la Fantasia giochi un ruolo determinante in tutto ciò che scrivo, ma soprattutto nella disposizione d'animo che determina la mia "voglia di scrivere". La realtà, ciò che accade nella mia vita, deve essere filtrata (stavo per dire "sublimata") da una buona dose di Fantasia, e da una fantasia di buona qualità, che soddisfi la mia esigente aspettativa di vita-sogno.
Gran parte di quello che scrivo finisce per essere cancellato e distrutto. Una piccola parte costituisce la base su cui tessere trame narrative o più semplicemente oniriche.
Non mi assale mai la domanda se ciò che scrivo potrebbe mai interessare qualcuno. Il (potenziale) lettore rimane per me un fantasma misconosciuto. Niente affatto disprezzato, semplicemente ignoto.
Si potrebbe dire (come già altri ben più grandi di me come scrittori hanno notato, riguardo alla loro produzione letteraria) che scrivo per me stesso. Tanto basta.
Per la mia storia personale, scrivere, e produrre un testo abbastanza lungo è stata una difficile evoluzione della mia naturale tendenza ad essere piuttosto laconico. E questo viaggio, iniziato molto tempo fa, non credo che sia ancora arrivato a compimento.

martedì 8 novembre 2016

Il libro!

Ho pubblicato una mia raccolta di brevi racconti, in gran parte frutto della Fantasia.

Potete leggerne un'anteprima e se vi piace, potete acquistarlo, sia in formato cartaceo che e-book, qui: Leggi anteprima.

A presto e buona lettura!

venerdì 19 agosto 2016

Beatrice

Beatrice era certamente una Dea. 


L'avevo conosciuta a distanza senza riconoscerla. Era stata lei a invitarmi, precisando subito di essere molto selettiva nelle sue scelte. E non aveva sbagliato affatto: come può una Dea compiere un errore in confronto a un umano?



Mi lasciai trasportare, e fu bellissimo. Con la naturalezza di un colpo di vento in una giornata estiva ci ritrovammo amici. O meglio, io ero in perenne adorazione di tanta divinità e lei mi voleva bene. All'inizio furono molte parole fra noi, poi un po' meno: ci capivamo anche senza scrivere. Scoprii che le piacevano le cose complicate, e questo fu un altro motivo per adorarla.


Tutto scorrevole, tutto naturale: così dev'essere un'amicizia, di quelle che durano. Un ponte gettato sull'abisso che normalmente divide due esistenze, sostenuto da entrambe le parti con la stessa determinazione.

Queste poche parole sono a lei dedicate, nel giorno del suo compleanno, per dirle: "sono contento che esisti proprio così come sei, sono contento di averti incontrata, anche se non ti chiami Beatrice".

sabato 25 giugno 2016

Carla B. / 2

Il tempo passava, e anche quell'indimenticabile inverno passò in fretta. Non presi nemmeno l'influenza: sarà stato grazie alle nuotate in piscina?

Cominciò la stagione calda, finì il nostro abbonamento in piscina, e progettammo una gita al mare. Scegliemmo le Cinque Terre, per la precisione la spiaggia di Monterosso. Sarebbe anche stata una meta romantica, ma eravamo in tre, tutti amici.

Arrivammo abbastanza presto, la mattina: Carla era una che sapeva organizzare perfettamente queste uscite, compresi viveri, beveraggi e cremine solari. Infatti la prima cosa che ci impose di fare, appena arrivati, scelto l'angolo di spiaggia e tolti i vestiti da città, sotto i quali avevamo già i costumi, fu lo spargimento delle cremine solari. Ognuno fece da sé per quanto possibile, ma naturalmente ci offrimmo di spalmarle la crema nei punti dove non poteva arrivare da sola. Lei fu ben contenta di queste attenzioni. L'avevo sempre vista, in piscina, col suo costume olimpionico blu e la cuffia, ma per il mare invece aveva scelto un bel bikini variopinto, sui toni del rosso: per nascondere il color gambero che le sarebbe venuto dopo la giornata al sole, disse. Indossava anche un cappellino, un paio di occhiali da sole scurissimi e una protezione per il naso: sembrava un po' un'aliena, ma di quelle da sposare immediatamente.

La mattinata trascorse tranquilla, incluso un bagno nelle acque ancora piuttosto freschine. Mangiammo con gusto le scarne provviste che avevamo portato nella borsa frigo, riparandoci all'ombra forse di un muretto. Dopo pranzo, ancora sole e chiaccherate. Quando il sole si fece meno violento, Carla si tolse il pezzo di sopra del costume e naturalmente si spalmò la cremina per bene sul seno. Aveva decisamente un bel fisico, proporzionato e aggraziato. Eravamo amici, dovetti ripeterlo mentalmente varie volte quel pomeriggio.

Al tramonto raccogliemmo le nostre cose, ci rivestimmo soffrendo un po' per le inevitabili scottature e salutammo il mare con un sospiro, riprendendo la via di casa. Il viso di Carla splendeva, in tutti i sensi, le sue lentiggini regnavano incontrastate un po' ovunque, e il suo sguardo ci trafisse il cuore con una nostalgia infinita.

Per fortuna in macchina avevo un bel po' di musica allegra.